Zanzibar: colori, spezie e sorrisi

E’ stato un viaggio diverso da come me lo aspettavo, è stato un viaggio che è iniziato quando, ancora in aereo, ho visto sorgere l’alba. L’orizzonte si è infuocato, il cielo si è tinto di un arancione intenso.
Un colpo al cuore da quanto era spettacolare la vista dal finestrino.
E’ stato in quel momento che ho realizzato di essere arrivata in Africa.
Il secondo colpo al cuore è arrivato un paio d’ore dopo quando abbiamo sorvolato il Kilimangiaro. Si, proprio il Kilimangiaro con le sue cime innevate e la savana tutto attorno a lui…. per me l’emblema dell’Africa.

Ma cosa si può dire di Zanzibar?!
Zanzibar è l’isola della rilassatezza dove “pole-pole” (piano-piano) è uno stile di vita.

Zanzibar è l’isola delle risate e dei saluti perchè tutti, e dico tutti, salutano. Non ti conoscono ma salutano, ti incrociano per strada e ti salutano, ti vedono passare in corriera, loro salutano. E non lo fanno solo con i turisti, lo fanno anche tra di loro!

Zanzibar è l’isola che profuma di spezie. Sull’isola coltivano di tutto, frutta, patate, canna da zucchero, verdure, ma sopratutto un’infinita varietà di spezie: chiodi di garofano, curry, cannella, pepe, peperoncino, noce moscata…

Zanzibar è l’isola dove la sabbia ti acceca da quanto è bianca e il mare ti rapisce con le sue sfumature che cambiano ad ogni tuo sospiro.

spiaggia Kiwengwa zanzibar

Zanzibar è l’isola dove è impossibile essere tristi perchè ovunque ti giri incroci un sorriso. Che sia l’uomo che vende frutta in spiaggia o il giardiniere dell’hotel, tutti ti sorridono e ti chiedono come stai, come va la tua vacanza, se hai dormito bene… ti fanno sentire coccolata e felice.

Zanzibar è l’isola dove mangi una grigliata di pesce fresco seduta per terra, sotto delle tende svolazzanti, in una lingua di sabbia in mezzo al mare.

Zanzibar è l’isola dei colori. Il fucsia dei vestiti dei masai in spiaggia, il blu delle divise della scuola, il verde degli alberi, le mille sfumature di blu e verde del mare, l’infinità di colori sottomarini a partire da quelli dei pesci fino a quello delle stelle marine che qui sono veramente di tutti i colori e dimensioni.

Zanzibar è l’isola in cui il pulmino che ti porta in escursione si ferma a bordo strada per comperare la frutta fresca che poi ti verrà offerta dopo aver fatto snorkeling, mentre sei seduta su una barchetta in mezzo ad un mare che sembra una piscina da quanto è azzurro e trasparente.

Zanzibar è l’isola dove l’orizzonte è interrotto solo dal bianco delle vele dei dhow. Piccole imbarcazioni in legno, usate per lo più dai pescatori ma che, volendo, ti portano ad esplorare la barriera corallina che circonda la costa est dell’isola. Salirci è un’avventura, l’acqua entra dalle fessure tra le tavole di legno, il vento gonfia la vela e ti sembra di volare sulle acque azzurre dell’Oceano Indiano.

dhow in spiaggia zanzibar

Zanzibar è l’isola dove, arrivati all’ultimo giorno di vacanza, gli zanzibarini mi chiedevano se ero appena arrivata o perchè non mi piacesse abbronzarmi (io ero nerissima per i miei standard!).

Zanzibar è l’isola in cui non cammini mai da sola perchè i masai passeggiano con te lungo la spiaggia fingendosi le tue guardie del corpo, sperando di convincerti a comperare qualcosa nei loro negozi ma contemporaneamente raccontandoti di loro, della loro vita, delle loro tradizioni.

Zanzibar è l’isola dove i “ricchi” sono quelli che hanno tanti figli e di bambini, qui, ne vedi veramente tantissimi mentre camminano a bordo strada diretti a scuola.

Zanzibar è l’isola dove non si può essere arrabbiati perchè:  “hakuna matata”, senza pensieri… non ci pensare e ridi.

Zanzibar è l’isola dove musulmani (la maggioranza) e cristiani convivono pacificamente. Qui la moschea è stata costruita accanto alla chiesa.

Zanzibar è l’isola dove la mattina vieni svegliato dalle scimmie che giocano fuori dalla tua finestra.

Zanzibar è l’isola che ti porta a credere di essere alle Maldive. L’atollo di Mnemba è una riproduzione degli atolli maldiviani con la spiaggia bianchissima e il mare di un azzurro indescrivibile.

 

atollo di Mnemba Zanzibar

Zanzibar è l’isola che vorrebbe ottenere l’indipendenza dalla Tanzania. Il governo centrale si “mangia” i soldi derivanti dal turismo zanzibarino senza lasciare niente all’isola. Le strade sono dissestate, la povertà è dilagante, l’aeroporto cade a pezzi e i beni storici della capitale si stanno riducendo a rovine pericolanti.

Zanzibar è l’isola dove, durante il tuo ultimo giorno di vacanza, ti senti chiamare dalla spiaggia da tutti quelli che hai conosciuto, che siano i masai da cui hai comperato qualche souvenir, che sia il beach boy che ti ha venduto le escursioni, che sia la guida che ti accompagnato in giro per l’isola… loro non possono entrare in hotel ma vengono a salutarti e ad augurarti un buon rientro a casa.

Zanzibar in realtà non è un’isola, ma un arcipelago. Quella che noi chiamiamo Zanzibar in realtà si chiama Unguja.
Può cambiare il nome, ma non cambia la sostanza. In questo angolino d’Africa un pezzo di cuore ce lo lasci di sicuro.

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Autore dell'articolo: thatsme

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