Zanzibar: le escursioni da non perdere

Zanzibar è un’isola che va esplorata, ma sopratutto vissuta, e in una settimana, si sa, non si possono fare miracoli.
Ecco, quindi, quelli che sono stati i miei posti preferiti dell’isola, ma anche le esperienze che consiglio di fare una volta arrivati a Zanzibar.

1. PASSEGGIA A KIWENGWA
Al primo posto tra i posti da non perdere c’è lei, la spiaggia di Kiwengwa.
Si trova sulla costa est di Zanzibar, profonda e lunghissima, ci puoi camminare per ore.
Sabbia bianchissima, mare dalle mille sfumature di verde che sale e si ritira con le maree che qui sono particolarmente pronunciate.
L’orizzonte non è una linea dritta, ci sono le onde che si infrangono sulla barriera corallina ad appena qualche centinaio di metri dalla riva.
Su questa spiaggia concediti una passeggiata e se qualche masai vuole accompagnarti, non dire di no e lasciati raccontare la sua storia, le sue tradizioni, lasciati raccontare da lui l’isola.
Poco prima del molo, che si vede se si guarda verso nord, c’è una bellissima piscina naturale.
L’acqua è più bassa, ma anche più limpida e priva di alghe… un piccolo angolino di paradiso.

2. NUOTA CON I PESCI PAGLIACCIO A MNEMBA
Non occorre essere degli esperti subacquei per esplorare la barriera corallina di Zanzibar.
Noi siamo partiti con una piccola barca a motore dal paese di Matemwe (4 case e 10 zebù). C’era bassa marea e l’uscita dal reef è stata piuttosto lunga. Il procedere a bassa veocità ci ha permesso, però, di guardare le donne zanzibarine andare a caccia.
La bassa marea in questo tratto di costa dal fondale scoglioso è il momento ideale per andare a caccia di polipi, ovunque si vedevano donne con un cesto in una mano e un lungo bastone per stanare i polipi dalle loro tane, nell’altra.
Qui l’acqua è bassa e completamente trasparente, mentre appena fuori dalla barriera diventa blu scuro per poi virare sul turchese e infine su un azzurro maldiviano indescrivibile.
Mnemba è un atollo privato, non ci si può scendere, ma poco distante dalle sue coste la fauna subacquea è stupefacente.
Pinne, maschera, boccaglio (all’occorrenza anche salvagente) e ti puoi tuffare.
Non fai tempo ad entrare in acqua che sei già circondata da pesci di tutti i colori… incredibile.
Il nostro capitano è stato il migliore: ci ha fatto nuotare per un’ora su e giù per la barriera indicandoci pesci particolari, coralli, stelle marine e poi una volta risaliti in barca ci ha offerto un vassoio gigante di anguria, ananas e cocco freschissimi e gustosissimi.
Mangiare la frutta, dolcissima e succosissima, mentre dondoli in mezzo all’oceano indiano è uno di quei momenti che ti resteranno impressi nella memoria.

3. SCOPRI LA FORMA DELLE SPEZIE
Il Tour delle Spezie, che ti propongono un po’ ovunque a Zanzibar è stata, a sorpresa, una delle mie escursioni preferite.
Il terreno particolarmente fertile di Zanzibar permette la coltivazione di innumerevoli piante e nella parte più interna dell’isola c’è un grande parco protetto dove vengono coltivate un’infinità di spezie e piante.
Abbiamo visto la pianta del pepe e quella dei chiodi di garofano, ci siamo fermati all’ombra della pianta del cotone e abbiamo passeggiato circondati da centinaia di piante di citronella (che ci tenevano le zanzare a debita distanza). Abbiamo aperto uno strano frutto verde e ci abbiamo trovato dentro una noce moscata, abbiamo annusato la corteccia della cannella, ma anche le sue radici che vengono usate per fare il Viks, abbiamo visto la pianta del caffè, quella della vaniglia e quella del curry.
Il tour si è poi concluso in una spiazzo circolare ricavato in mezzo ad un bosco di palme. Qui degli zanzibarini si sono arrampicati sugli alberi, a piedi nudi, cantando e ballando.
Ci hanno offerto cocco fresco, anguria, ananas, jack fruit e un’infinità di altri frutti, tutti pazzescamente dolci.

4. SFIDA LE ONDE CON “REMEMBER” E SCOPRI NAKUPENDA
Quando devo fare una traversata (seppur breve) in barca è sicuro che il mare sarà particolarmente mosso.
In questo caso siamo partiti dal porto di Stone Town su una traballante barca fatta di assi di legno (che avevano visto tempi migliori) inchiodate assieme e rattoppate qua e là. Il mare particolarmente agitato e la barca che si chiamava “Remember” non davano grosse speranze.
Alla fine a Nakupenda siamo arrivati sani e salvi, ma completamente fradici.
Nakupenda è un isolotto, una lingua di sabbia al largo di Stone Town. Compare con la bassa marea e sembra quasi un miraggio quando la intravedi all’orizzonte.
La sabbia bianchissima è lambita da un mare cristallino, con acque calde e basse dove le stelle marine non sono così rare.
Basta allontanarsi di pochi passi dagli accampamenti allestiti per il pranzo per giungere alla punta estrema di questa isoletta dove il mare si incrocia creando un effetto bellissimo.
Non per niente questa è l’escursione più quotata di Zanzibar.

5. BALLA SOTTO LE STELLE
A circa 10 minuti di macchina da Kiwengwa, c’è il Waikiki. Una discoteca sulla spiaggia.
Il locale non è molto grande: due bar e due piste per ballare. Manca il tetto e anche il pavimento.
Qui balli direttamente in spiaggia, sotto le stelle, con i piedi che affondano nella sabbia e la luna che si specchia sul mare.
E’ frequentato sia da turisti che da ragazzi zanzibarini e quindi anche la musica si alterna tra ritmi conosciuti e altri più tipici.
Il locale chiude alle 3.00, ma verso le 2.00 cominciano a sfornare pizze… nel caso ti fosse venuto un certo languorino.
Io ci sono stata un venerdì sera e si ballava bene, non c’era ressa e la serata è stata fantastica!

6. VELEGGIA SU UN DHOW
Dalla spiaggia di Nakupenda, per pochi euro, è possibile farsi portare con un dhow a fare snorkeling sulla barriera corallina visibile al largo.
I dhow sono le tipiche imbarcazioni zanzibarine usate per la pesca, si contraddistinguono per la grande vela bianca e lo scafo affusolato… è talmente stretto che devi sederti in equilibrio sul bordo.. un’avventura da provare!
Le soste solitamente sono due: una poco prima della barriera per vedere le stelle marine visto che qui sono davvero tantissime, ma sopratutto di tantissimi colori: rosse, nere, verdi, blu…
L’altra sosta è proprio sulla barriera. Qui le stelle quasi non ci sono, ma in compenso puoi nuotare con i pesci, possibilmente evitando le migliaia di ricci che se ne stanno tranquilli tranquilli sul fondo.

dhow a zanzibar

7. GUARDA L’ALBA INFUOCARE L’ORIZZONTE
Non ho potuto vedere uno di quegli spettacolari e tanto decantati tramonti africani perchè mi trovavo sul lato sbagliato dell’isola, ma sono riuscita a vedere un’alba strepitosa.
Non ho visto il sole sorgere sul mare, l’ho visto sorgere sull’Africa.
Ero ancora in volo quando ho sollevato la tendina del finestrino e ho visto l’orizzonte infuocarsi. Un arancione intenso colorava il cielo sopra l’Africa.. uno spettacolo da lasciare senza fiato.
Quindi: se anche voi come me vi ritrovate a volare di notte, e siete seduti sulla parte sinistra dell’aereo…ricordatevi di controllare fuori verso mattina!
Ah, circa un’oretta prima dell’atterraggio sorvolerete anche il Kilimangiaro, quindi non distraetevi!

Queste sono stati i miei posti preferiti di Zanzibar. Sono stata anche a Prison Island (che però non mi ha entusiasmata) e a Stone Town, dove però vorrei tornarci con più calma… sarà per la prossima volta!

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Autore dell'articolo: thatsme

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